Cinque Terre DOC
Il vino prende il nome di un pezzetto di Liguria straordinario, che la natura ha per secoli tenuto appartato e come chiuso alle spalle, ma anche al mare: se le strade sono sentieri da percorrere a piedi, gli approdi sono pochissimi. La costa di Levante, tra la punta del Mesco a ovest e quella di Monesteroli a est, si alza ripida e vertiginosa per un tratto di una bellezza mozzafiato, dove i paesi delle Cinque Terre – Vernazza, Riomaggiore, Corniglia, Monterosso, Manarola – si abbarbicano tra le pieghe alla roccia. Qui da sempre si coltivano vigneti che sono stati definiti “impossibili” perchè aerei, allineati sulle strette terrazze che digradano a strapiombo sul mare, sorrette dai caratteristici muretti a secco. ( A metterli infila, questi raggiungerebbero i 6.729 chilometri, soprattutto per le difficoltà dei produttori nella lavorazione delle vigne; per capirci, le pergole sono spesso così basse, meno di un metro, che bisogna strisciare sul terreno per potare. E la manutenzione dei muretti è durissima). La DOC Cinque Terre fu istituita nel 1973. Bosco e Albarola sono i vitigni delle Cinque Terre, ai quali è stato affiancato in tempi moderni il Vermentino. Le proporzioni: Bosco (40%), Albarola e Vermentino (40%). Oltre che nei cinque comuni sopra citati, si produce anche nelle località Tramonti di Biassa e Tramonti di Campiglia, nel comune della Spezia. Il colore del Cinque Terre DOC è giallo paglierino più o meno deciso, profumo intenso, netto, lievemente aromatico, con un fondo amarognolo. Gradazione: 11°. Va consumato entro l’anno di produzione accompagnandolo soprattutto al pesce azzurro e ai piatti più tipici della cucina ligure, soprattutto vegetariani, servendolo a 10 – 12 °. Il Cinque Terre può essere designato con una delle seguenti sottozone: “Costa de Sera”, “Costa de Posa”, “Costa de Campu”. Il vino più celebre di questa zona è il leggendario Cinque Terre Sciacchetrà, da dessert, ma ricercato è anche il bianco da tavola, perfetto da accompagnare alla cucina marinara e alle verdure.