Ristorante della Liguria - Ristorante di Pesce a Milano

7 Maggio 2008

Acciughe

Archiviato in: Dizionario enogastronomico ligure — Tag:, — cesare @ 15:23

“Ancioe, donne! Ancioe belle, ancioe…”, è il grido classico delle venditrici con la cesta delle acciughe (ancioe, pronuncia anciue), che ormai sono scomparse dalle strade cittadine. Per fortuna le acciughe sono ancora lì, guizzi d’argento e d’iride, umili e grandi protagoniste della cucina marinara ligure. Dette pan do ma^, cioè pane del mare, sono popolarissime. Si pescano soprattutto col tradizionale metodo della lampara e hanno una loro individualità rispetto a quelle del Tirreno, cioè sono leggermente più piccole e hanno carne più delicata. Grazie al grado di salinità delle acque del Mar Ligure hanno un gusto in perfetto equilibrio fra sapidità e delicatezza e sono apprezzate fin dall’antichità, non solo in Liguria. Già nel Medioevo erano merce di scambio con il Piemonte e si era perfezionata la tecnica  della conservazione, soprattutto sotto sale e sott’olio. Si cucinano in mille modi: fritte, intere oppure aperte a libro; al verde, cioè con olio, aglio e prezzemolo in tegame; fritte; al forno; ripiene; in torta con le patate; nel bagnun e in mille altri modi. Uno dei più comuni per acciughe freschissime, è marinarle nell’aceto per almeno una notte, poi sciacquarle, irrorarle di succo di limone e condirle con un giro d’olio: diventano bianchissime, polpose e squisite. ” Ancioe, donne pa-a che ve parlen…!” (Sentite, donne, sembra che vi parlino), a magnificare la freschezza del pesce, un’immagine surreale. Le acciughe non sono più mute come pesci…

21 Aprile 2008

Il bagnun

Archiviato in: Ricette Liguri, Ricette di pesce — Tag:, , , — cesare @ 23:02

A Riva Trigoso e a Sestri Levante il bagnun d’anciùe era, ed è il fulcro di una festa popolare che si svolge sulle spiagge, fra torme di “foresti” ed “indigeni” festanti attorno a grandi pentole dalle quali si esala un profumo indimenticabile.

1 Kg di acciughe; 1 cipolla; 1 spicchio d’aglio; 1 ciuffo di prezzemolo; 1/2 kg di pomodori; olio extravergine taggiasco; 1 bicchiere d’acqua; 1 bicchiere di vino bianco; sale; gallette da marinaio o fette biscottate.

Pulire le acciughe strappando loro la testa che si trascinerà dietro il resto; sciacquarle bene ( i raffinati che vivono al mare lo fanno in acqua marina…). Tritare l’aglio, la cipolla e il prezzemolo e far soffriggere in olio, dentro una larga casseruola, possibilmente di coccio. Unire i pomodori spelati, privati dei semi e tritati; far cuocere per 10 minuti. Aggiustare di sale, e versare l’acqua e il vino; portare a bollore vivo, unire le acciughe e cuocere per 15 minuti. Nel piatto di portata, o nelle singole scodelle, porre le gallette; versarvi su il bagnun bollente, aspettare un paio di minuti affinchè s’imbibiscano bene e servire.

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