Fritto
Il fritto misto è un classico, che si ritrova in varie regioni, più o meno ricco e con varianti locali. A Genova protagoniste sono la carne di vitello e le interiora, insieme alle verdure che fanno da corollario. Nelle Riviere invece predominano le verdure. In ogni caso, è preparazione tenuta in grande considerazione e non, come in altre zone, un modo di aprire il pranzo, ma un piatto centrale a tutti gli effetti. Cardine è sempre l’olio ligure, fine e gustoso. ” Frita a l’è bunna fin-na scarpa ” ( fritta è buona anche una scarpa), asserisce un detto. E infatti in Liguria si frigge moltissimo, soprattutto verdure. Queste, oltre che con la pastella, si friggono anche a fettine, passate nell’uovo e poi nel pangrattato: così per esempio carciofi e zucchini, i beneamati. E poi frittelle, frittate…, anche i cibi più umili e fatti di niente diventano allegri, fragranti, croccanti. L’importante è la qualità dell’olio e la sua presenza abbondante in padella, al momento di accogliere quello che dovrà dorare e trasformare in delizia di bocca. In particolare, nel caso della frittata, il rischio è che si bruci in superficie e sappia di scutizzo, cioè di bruciaticcio.
Fritto alla genovese (per 4 persone )
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Mezza cervella
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200 g di animelle
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Un granello
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4 scaloppine di vitello
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Mezzo petto di pollo
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4 costolette di agnello
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3 uova
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Pangrattato
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Olio extravergine taggiasco
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Sale
Lessate la cervella e le animelle, lasciatele raffreddare e tagliatele a fettine con il granello, il pollo e il fegato. Battete le scaloppine e le costolette. Passate il tutto nelle uova sbattute e nel pangrattato. Friggete in abbondante olio extravergine e scolate su carta assorbente. Tenete il fritto in caldo e servitelo subito.
Locali tipici della zona del porto, a Sottoripa, dove si preparano cibi pronti come frittelle di baccalà, farinata e torte di verdure.