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29 Dicembre 2008

Cinque Terre DOC Sciacchetrà

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Appartiene alla categoria dei passiti questo famoso vino, detto nei tempi andati Amabile o Vernaccia. Può vantare di essere stato apprezzato a papi, re, uomini illustri, ma soprattutto da poeti e letterati che ne cantarono le lodi: Dante, Petrarca, Boccaccio (che lo conobbe col nome di Vernaccia di Corniglia), Cervantes e, in tempi più vicini, da Carducci, Pascoli e Montale. Raro da sempre, il vero Sciacchetrà era diventato introvabile. Nel 1982 la Cooperativa Agricoltura inaugurò una cantina a Manarola che proponeva un circolo virtuoso, puntando sulle uve e affidandone la vinificazione a un enologo di talento. E il miracolo si è compiuto: oggi questo vino è rinato e, sia pure a caro prezzo, si può gustare e acquistare con l’emozione di bere un nettare antico e glorioso. Il nome, schioccante come una frustata, viene forse da sciaccare, in dialetto pestare e da “tirare” ( ma sembra poco probabile ) oppure, come sostiene qualcuno, dal biblico shakar, il vino dell’offerta a Dio. Portato fin quassù dalla Grecia? Non si può escludere. Il mistero del nome continua. L’uva, a differenza di quanto si fa per altri vini passiti, non va lasciata maturare troppo, anzi, va colta una settimana prima della vendemmia; si spiccano i grappoli più maturi, i più sani e radi, e si mettono poi ad appassire all’aria aperta, su graticci riparati dal sole, per due mesi. Il vino, dopo la spremitura, matura sulle bucce, cioè nel mosto di fermentazione. Si utilizzano le stesse uve Bosco, Albarola e Vermentino del Cinque Terre DOC: il colore è più dorato, con riflessi d’ambra, poi diventa anche più bruno. Il sapore va da dolce a quasi secco, pieno, armonico, vellutato. Gradazione: 13,5°. Invecchiamento di un anno e più, arriva alla perfezione dopo cinque anni. Il Cinque Terre Sciacchetrà Riserva non può essere immesso al consumo prima del 1 novembre del terzo anno successivo alla vendemmia. Si tratta di un vino da dessert, lo si beve con i dolci, la frutta e come vino da fine pasto. Non va servito troppo freddo, ma a 14-16°C e va centellinato con parsimonia. Dentro il suo sapore e il suo colore sono concentrati il profumo del mare e la fatica di una viticoltura straordinaria, che dà un carattere preciso all’affascinante paesaggio delle Cinque Terre, riconosciuto “patrimonio universale” dall’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization).

10 Dicembre 2008

Cinque Terre DOC

Il vino prende il nome di un pezzetto di Liguria straordinario, che la natura ha per secoli tenuto appartato e come chiuso alle spalle, ma anche al mare: se le strade sono sentieri da percorrere a piedi, gli approdi sono pochissimi. La costa di Levante, tra la punta del Mesco a ovest e quella di Monesteroli a est, si alza ripida e vertiginosa per un tratto di una bellezza mozzafiato, dove i paesi delle Cinque Terre - Vernazza, Riomaggiore, Corniglia, Monterosso, Manarola - si abbarbicano tra le pieghe alla roccia. Qui da sempre si coltivano vigneti che sono stati definiti “impossibili” perchè aerei, allineati sulle strette terrazze che digradano a strapiombo sul mare, sorrette dai caratteristici muretti a secco. ( A metterli infila, questi raggiungerebbero i 6.729 chilometri, soprattutto per le difficoltà dei produttori nella lavorazione delle vigne; per capirci, le pergole sono spesso così basse, meno di un metro, che bisogna strisciare sul terreno per potare. E la manutenzione dei muretti è durissima). La DOC Cinque Terre fu istituita nel 1973. Bosco e Albarola sono i vitigni delle Cinque Terre, ai quali è stato affiancato in tempi moderni il Vermentino. Le proporzioni: Bosco (40%), Albarola e Vermentino (40%). Oltre che nei cinque comuni sopra citati, si produce anche nelle località Tramonti di Biassa e Tramonti di Campiglia, nel comune della Spezia. Il colore del Cinque Terre DOC  è giallo paglierino più o meno deciso, profumo intenso, netto, lievemente aromatico, con un fondo amarognolo. Gradazione: 11°. Va consumato entro l’anno di produzione accompagnandolo soprattutto al pesce azzurro e ai piatti più tipici della cucina ligure, soprattutto vegetariani, servendolo a 10 - 12 °. Il Cinque Terre può essere designato con una delle seguenti sottozone: “Costa de Sera”, “Costa de Posa”, “Costa de Campu”. Il vino più celebre di questa zona è il leggendario Cinque Terre Sciacchetrà, da dessert, ma ricercato è anche il bianco da tavola, perfetto da accompagnare alla cucina marinara e alle verdure.

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