Con piacere comunichiamo che Lunedì 20 Ottobre e Sabato 25 Ottobre 2008, avrà luogo la serata della serie ” Incontri con la Cultura Enogastronomica” presso il ristorante San Fruttuoso di Camogli, Viale Corsica 3, Milano. Il tema sarà :”Celebrazione di Sua maestà il porcino“. Storia, origine ed evoluzione delle ricette del re dei funghi. Prepareremo un menù composto da piatti dove l’ingrediente protagonista sarà presentato nei più svariati e classici modi. La cena avrà inizio alle ore 20,30. Armonizzatore della serata sarà Claudio Cazzanelli, esperto enogastronomico e Vice Presidente dell’Associazione dei Sapori. il menù che proporremo sarà il seguente:
- Bocconcini della regina
- Insalata di porcini, grana e rucola
- Porcini ripieni
- Risotto ai porcini
- Fazzoletti di castagne al ragù di porcini
- Filetto di baccalà alla salsa suprema di porcini
- Montebianco di castagne
I vini che saranno abbinati ai piatti sopra citati sono:
- 1.2.3 Erbaluce di Caluso Az. Agr. Cieck
- 4.5 Sauvignon ” Sauvignonas” Az. Agr. Toblar
- 6 “Il Faro” Az. Agr. Palari
- Vendemmia tardiva di Verduzzo “Soandre” Az. Agr. Bosco del Merlo
Il costo della cena è di € 49,00 comprendenti caffè e piccola pasticceria. Siete pregati di fare pervenire la Vostra prenotazione al numero 0276110558.
Celebre invenzione ligure, la simma pinna è il piatto più originale fra quelli a base di carne di tutta la regione. In realtà, la carne è solo l’involucro di un ripieno a base di vari ingredienti molto delicati, e cioè erbette di stagione, animelle, qualche pezzo di filone (schienale), uova, piselli e poca carne di vitello. Con questa farcia si riempie la tasca di vitello , si lessa, si fa raffreddare. Si serve tgliata a fette, che si presentano molto aggraziate. E’ anche una preparazione generosa, perchè regala un brodo leggero, ma gustoso. Esiste una versione della ricetta meno ricca ed elegante rispetto a quella genovese, che si prepara nel Ponente; il ripieno cambia, diventa vegetariano e più rustico per la presenza dell’aglio. Si serve con il marò o con una salsa leggera di prezzemolo e olio. Dalle parti di Sanremo qualche volta si frigge, passando le fette nell’uovo sbattuto. In origine era una pietanza tipica del periodo pasquale, poi è diventato piatto perfetto da buffet. Si trova nelle rosticcerie di molte parti dell’Italia settentrionale, purtroppo irriconoscibile. La difficoltà sta innanzitutto nel reperimento della carne giusta, che deve essere una fetta sottile tagliata nella pancia del vitello che va ripiegata a libro e che fuori dalla Liguria è molto difficile da trovare. Si può sostituire con una tasca, presa nel taglio che a Milano per esempio è detto spinacino, o in altra parte, purchè non sia troppo spessa: la carne nella cima è solo il contenitore, e quel che conta è il contenuto. Comunque la collaorazione con il macellaio è importante: ordinategli la carne della cima con qualche giorno di anticipo.