Ristorante di Pesce a Milano - Catering

13 Agosto 2008

Involtini di tonno

Archiviato in: Ricette di pesce — Tag: — flavio @ 10:47

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Il tonno è senz’altro il pesce che più si adatta a svariate preparazioni. Qui di seguito, vi propongo una ricetta classica che si prepara solitamente con il manzo. Provatela…

8 fette di tonno fresco delpeso di 75 g l’ una; 1 pezzo di tonno del peso di 100 g; 1/2 panino raffermo; 2 dl di latte; 1 cucchiaio di prezzemolo tritato; 1 spicchio d’ aglio; 1 uovo sodo e 1 crudo; 10 g di pecorino grattuggiato; 4 cucchiai di olio d’ oliva extravergine; 1 cipolla piccola; 300 g di pomodori maturi; sale e pepe.

Ammollate in una capiente ciotola con il latte, la mollica di pane sbriciolata, strizzatela e mettetela in una terrina  con il pezzo di tonno macinato, il prezzemolo e l’aglio tritati, l’uovo crudo  e quello sodo sminuzzato. Unitevi anche il pecorino grattugiato, un pizzico di sale, una macinata di pepe e mescolate. Spalmate il composto ottenuto sulle fette di tonno fresco, arrotolatele su se stesse e fissatele una ad una con stecchini di legno. Sbucciate la cipolla, lavatela e tritatela finemente. Scottate i pomodorini in acqua bollente, privateli della pelle e spezzettateli. Fate imbiondire la cipolla tritata in un tegame d’olio d’oliva, aggiungete i pomodori pelati, salate e pepate. Al primo bollore, mettete nel tegame gli involtini e cuoceteli a fuoco basso circa 5 minuti per parte. Adagiate gli involtini su un piatto di portata e portateli in tavola ben caldi.

12 Agosto 2008

Cappelle di funghi alla genovese

Questa ricetta semplicissima è tra le più richieste nei ristoranti alle spalle della costa e in quelli della Riviera che onorano i funghi come e anche più del pesce. L’ideale sarebbe disporre di ovuli, ma anche i porcini naturalmente sono una vera squisitezza. E persino iprataioli grossi, purchè giovanissimi, e le mazze di tamburo possono essere trattati alla griglia. Si mondano bene le cappelle, possibilmente senza lavarle, e si ungono sopra e sotto. Si fa un trito di prezzemolo e aglio e lo si distribuisce sotto le cappelle, sulle lamelle, poi si unisce sale e pepe, si versa un filo d’olio e si mette sulla griglia. Attenzione alla cottura eccessiva!

6 Agosto 2008

Canestrelli di Brugnato

Tipici del paese di Brugnato, nella Val di Vara, sono dolci a forma di ciambella, del diametro di circa 20 cm, di pasta morbida e dorata. Negli ingredienti, anche miele e semi di anice. Ottimi anche quelli di Torriglia, nella Val Trebbia, e quelli di Taggia, in provincia di Imperia, che sono croccanti e leggermente salati.

5 Agosto 2008

Cannocchia

Archiviato in: Consiglio del Giorno — Tag:, , — flavio @ 13:29

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E’ chiamata anche pannocchia o cicala di mare, la cannocchia viene accostata, per la bontà della sua carne,  a scampi e aragoste, ma presenta il vantaggio di un costo decisamente più abbordabile. Per essere certi che le cannocchie siano fresche, al momento dell’acquisto controllate che abbiano la coda lievemente arricciata e accertatevi che emanino un buon profumo di mare: se odorano di aglio,  significa che sono deteriorate.

Canestrelletti

Archiviato in: Dizionario enogastronomico ligure — Tag:, — flavio @ 10:41

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Dolcetti genovesi classici di pasta frolla. Stanno bene coi vini da dessert e col tè. Possono essere rotondi, col buco centrale o a ciambelletta, ma hanno comunque bordi smerlati. Ricchi di burro, sono fragranti e friabili. Sembra che una volta fossero tipici del periodo pasquale, quando erano destinati a contenere l’ uovo, che si appoggiava su questo piedistallo restando ben ritto. 

4 Agosto 2008

Canditi

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Frutta cotta nello sciroppo di zucchero. La scarna definizione di una gloria genovese richiede un po’ di storia. Dopo la scoperta dell’America, insieme ai veneziani, i genovesi furono per secoli al centro del commercio di quella preziosa e richiestissima droga che era lo zucchero (dall’arabo sukkar, in genovese su^ccau, pronuncia su^ccou). La bianca delizia era giunta in Europa con le crociate. Genova comperava dal Portogallo, raffinava il prodotto e lo esportava. Lo zucchero si usava in cucina, nella medicina e nell’arte della confetteria, nella quale Genova eccelse e tuttora eccelle. Nei sontuosi banchetti di cui i grandi trattati rinascimentali ci hanno tramandato i menù, si trovano comunemente citate fra le “confettioni“, che venivano servite nel “servizio di credenza” alla fine del pranzo, quelle genovesi, come le “Brugne confette di Genova”, la “Persicata di Genova”,  e le “Pizze” che non è chiaro che cosa fossero. La frutta candita, detta più speditamente in Liguria ” i canditi”, si acquista in alcune botteghe di confettieri che seguono antiche ricette, anche settecentesche. Albicocche, ciliegie, mandarini, pere, marroni, i rarissimi chinotti e le violette, che aggiungono una nota floreale alla serie dei frutti, con la canditura concentrano sapori e umori, offrendo la testimonianza di una dolceria antica e raffinata, che si può considerare eccezionale. Per conservarli al meglio, i canditi sono venduti in eleganti scatole di legn, che si trovano già pronte o che possono essere composte al momento. E’ un’esperienza consigliabile: mani gentili e leggere metteranno, dentro pirottini fruscianti, pere come grossi topazi, chinotti marezzati, violette brinate di zucchero, diafane mezze pesche e lucenti ciliegine. Certo, è un dono speciale e costoso: lenta e sapiente lavorazione, scarto altissimo, nessun procedimento industrializzato. D’obbligo a Natale, nella sfilata dei dessert, i canditi sono il souvenir più esclusivo che si possa riportare da Genova.

2 Agosto 2008

Calamari

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Molluschi molto comuni in Liguria, si cucinano spesso, come i totani e anche le seppie, in zimino, ripieni e fritti.

1 Agosto 2008

Caffè

Archiviato in: Dizionario enogastronomico ligure — Tag:, — flavio @ 11:37

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Genova è stato uno dei porti più importanti anche per l’importazione del caffè. La tradizione è sentita in città, dove sono tuttora attive numerose torrefazioni con annessa bottega-bar. Il primo caffè, inteso come locale, a Genova fu aperto nel 1661.

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