
Fondamentale per la riuscita di un piatto è la scelta di un buon prodotto, le cui qualità si possono valutare in base ad alcuni elementi, tra i quali sicuramente il più importante è il tipo di farina utilizzata. La pasta prodotta con pura semola di grano duro, infatti è in assoluto la scelta da privilegiare, in quanto regge molto meglio la cottura, rimane più resistente e tenace di quella prodotta con grano tenero e sviluppa un buon odore di grano. E’ anche da preferire, la trfilatura a bronzo, in quanto questo processo rende la pasta non perfettamente liscia in superficie, permettendole di trattenere meglio il sugo e quindi valorizzandola.

Ecco una bella variante alle classiche lasagne, piatto tipico domenicale, possiamo riproporlo per gli amanti dei crostacei in questo modo semplice e gustoso. Provatelo……
300 gr di lasagne verdi; 500 gr di gamberi (a voi la scelta del tipo); 1 costa di sedano; 1 cipolla piccola; 1 ciuffo di prezzemolo; 1 chiodo di garofano; paprica; 1 dl di vino bianco secco; 350 gr di pomodori pelati; noce moscata; 1 dl di olio extravergine taggiasco; 150 gr di besciamella; grana padano non stagionato; sale e pepe.
Mondate, lavate e asciugate il sedano e il prezzemolo e tritateli. Sbucciate la cipolla e tritatela. Lessate i gamberi, sgusciateli e rosolateli in un tegame con l’olio extravergine taggiasco, il trito aromatico, sale e pepe, un pizzico di noce moscata e di paprica e il chiodo di garofano. Unite il vino, fate evaporare, aggiungete i pomodori tritati e 1 mestolo d’acqua e fate addensare la salsa. Ungete una pirofila e adagiatevi una parte di lasagne già lessate; coprite con uno strato di salsa ai gamberi e del formaggio grattugiato. Ripetete formando un altro strato di lasagne e condimento, terminado con la besciamella. Spolverizzate con il formaggio rimanente e con un filo d’olio. Mettete le lasagne nel forno già caldo a 180°C e fatele cuocere per 15 minuti. Togliete le lasagne dal forno e portatele in tavola ben calde.
Mazzi di giaèe, spontanee o coltivate, dalle larghe foglie verdi e dal sapore lievemente amarognolo, sono alla base della vera ricetta della torta pasqualina. Tolte le costole bianche, le bietole si lavano, si sgrondano, si tagliano molto sottilmente, e così diventano la base del ripieno. La parte bianca si utilizza lessata e poi servita con olio, sale ed eventuale succo di limone, o passata al burro. Un terzo modo, il più gustoso, è metterla in tegame con burro e pangrattato e farla gratinare in forno. D’uso assai frequente nella cucina ligure, si mangiano anche in vari altri modi: lessate e condite con olio, in frittata, in zuppa con i ceci o i fagioli, e in frittelle. In tutta la Riviera, sia a Ponente che a Levante, si prepara la torta di bietole e riso, detta anche “torta verde”, con alcune varianti.