La cottura a vapore abbraccia un condimento del pesce delicato che non copra i gusti ma che al contrario li esalti.Consiglio di abbinare una leggera citronette di olio extravergine taggiasco o della riviera del Garda, sale, pepe un goccio di limone e due fili di erba cipollina o timo. Per impreziosire il piatto la cottura può essere completata aromatizzando l’acqua di cottura con dei profumi freschi o preparando un leggero fumetto di pesce su cui verrà posizionata la vaporiera. Un condimento non invasivo consente di assaporare il vero gusto del pesce e di degustare un piatto nutriente ma leggero e poco calorico, adatto anche a chi si deve attenere a una dieta rigida.
I pesci che si prestano a questa tecnica di cottura sono quelli dalla fibra meno compatta e più umida. Il salmone selvaggio, la sogliola, le capesante, il nasello, i gamberi freschi. L’importante è che il pesce sia davvero fresco, in quanto la cottura al vapore lascia perfettamente intatto il gusto e l’aroma, quindi in caso di prodotto non freschissimo, si potrebbe ottenere un prodotto sgradevole. Per abbreviare il tempo di cottura è consigliabile tagliare il pesce in piccoli pezzi; La vaporiera da utilizzare è quella in bambù, ma se non disponete di vaporiera potete comunque provare questa tecnica di cottura mettendo il pesce in uno scolapasta di acciaio che terrete sospeso su una pentola con acqua in ebollizione, il tutto chiuso da un coperto.
La selezione delle bottiglie da conservare è senza dubbio la parte più divertente dell’allestimento della cantina. Quali bottiglie scegliere? Chi non ha esperienza potrà incominciare famigliarizzando con i grandi vini del nostro Paese, per avere parametri di eccellenza con cui confrontare, man mano che si procede in questo viaggio enoico meraviglioso, prima nazionale e poi internazionale. Chi invece deciderà di costruire la sua cantina già forte della conoscenza dei vini italiani e del mondo, fatta salva la preferenza personale per alcuni tipi di vini cui verrà riservato spazio di riguardo, potrà completare l’assortimento delle bottiglie ispirandosi alle diverse tipologie di vitigno, tenendo conto del paese o regione di provenienza, o in base ai possibili abbinamenti gastronomici. Quindi per cominciare, un’ottantina di bottiglie suddivise tra rossi, bianchi, spumanti e dessert.
“Sapore marino e squisito che acquistano quei pesci che vivono in scoglio a differenza di quei che vivono in mezzo al mare o in luoghi limacciosi”. La definizione è tratta dal Vocabolario Genovese-Italiano di Giovanni Casaccia, pubblicato nel 1851. Di solito la parola, onomatopeica, in questo caso quindi dal suono allegro e vispo, si usa per definire un carattere di persona vivace, mentre in cucina si unisce a zembi, che sono ottimi ravioli di pesce.