Ristorante di Pesce a Milano - Catering

30 Maggio 2008

Le salse per il pesce a vapore

citronette.jpgLa cottura a vapore abbraccia un condimento del pesce delicato che non copra i gusti ma che al contrario li esalti.Consiglio di abbinare una leggera citronette di olio extravergine taggiasco o della riviera del Garda, sale, pepe un goccio di limone e due fili di erba cipollina o timo. Per impreziosire il piatto la cottura può essere completata aromatizzando l’acqua di cottura con dei profumi freschi o preparando un leggero fumetto di pesce su cui verrà posizionata la vaporiera. Un condimento non invasivo consente di assaporare il vero gusto del pesce e di degustare un piatto nutriente ma leggero e poco calorico, adatto anche a chi si deve attenere a una dieta rigida.

Il pesce adatto alla cottura al vapore

sogliola.jpgI pesci che si prestano a questa tecnica di cottura sono quelli dalla fibra meno compatta e più umida. Il salmone selvaggio, la sogliola, le capesante, il nasello, i gamberi freschi. L’importante è che il pesce sia davvero fresco, in quanto la cottura al vapore lascia perfettamente intatto il gusto e l’aroma, quindi in caso di prodotto non freschissimo, si potrebbe ottenere un prodotto sgradevole. Per abbreviare il tempo di cottura è consigliabile tagliare il pesce in piccoli pezzi; La vaporiera da utilizzare è quella in bambù, ma se non disponete di vaporiera potete comunque provare questa tecnica di cottura mettendo il pesce in uno scolapasta di acciaio che terrete sospeso su una pentola con acqua in ebollizione, il tutto chiuso da un coperto.

La cantina del neofita

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cantina.jpgLa selezione delle bottiglie da conservare è senza dubbio la parte più divertente dell’allestimento della cantina. Quali bottiglie scegliere? Chi non ha esperienza potrà incominciare famigliarizzando con i grandi vini del nostro Paese, per avere parametri di eccellenza con cui confrontare, man mano che si procede in questo viaggio enoico meraviglioso, prima nazionale e poi internazionale. Chi invece deciderà di costruire la sua cantina già forte della conoscenza dei vini italiani e del mondo, fatta salva la preferenza personale per alcuni tipi di vini cui verrà riservato spazio di riguardo, potrà completare l’assortimento delle bottiglie ispirandosi alle diverse tipologie di vitigno, tenendo conto del paese o regione di provenienza, o in base ai possibili abbinamenti gastronomici. Quindi per cominciare, un’ottantina di bottiglie suddivise tra rossi, bianchi, spumanti e dessert.

Arzillo

“Sapore marino e squisito che acquistano quei pesci che vivono in scoglio a differenza di quei che vivono in mezzo al mare o in luoghi limacciosi”. La definizione è tratta dal Vocabolario Genovese-Italiano di Giovanni Casaccia, pubblicato nel 1851. Di solito la parola, onomatopeica, in questo caso quindi dal suono allegro e vispo, si usa per definire un carattere di persona vivace, mentre in cucina si unisce a zembi, che sono ottimi ravioli di pesce.

29 Maggio 2008

Arselle

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vongole.jpgCon questo nome in Liguria, come in Toscana, si chiamano le vongole. Le preparazioni più consuete per questi molluschi sono al verde, in zuppa o come base per condimenti di pasta o riso, da sole o in compagnia di altri frutti di mare. Il sugo più tipico con le arselle le vede (per metà tritate e per metà intere) insieme a poche acciughe dissalate, aglio, prezzemolo, olio e con il loro liquido di cottura oppure con vino bianco.

Il vino e la frutta

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vino-e-frutta.jpgLa frutta fresca in genere non sopporta abbinamenti col vino. Sono controindicati sia l’acquosità eccessiva della frutta, sia la tannicità di certi frutti. Fa eccezione la frutta cotta: pere e mele troveranno gradevole un moscato; mentre le castagne bollite o al forno si sposano perfettamente con un vino rosso, magari leggermente amabile.

28 Maggio 2008

L’etichetta del vino

28-05-08_1737.jpgContiene solfiti. E’ l’ultima delle scritte che appare in etichetta e riguarda i vini, che sono la maggioranza, trattati con anidride solforosa per garantire una corretta conservazione. e. La lettera e riportata sull’etichetta vicino alla capacità, rappresenta il marchio della Comunità Economica Europea che garantisce il volume del prodotto. Gradazione  alcolica . Indica  la quantità di alcol svolto presente nel vino. Sopra ai 15° il vino rientra nella categoria dei vini liquorosi. Indirizzo. L’etichetta deve indicare i dati - nome, indirizzo, luogo di produzione. Lotto. Segnala il numero del lotto di cui fa parte quella bottiglia di vino. Marchio o logo dell’azienda. E’ l’immagine che più caratterizza l’etichetta. Nome. Il nome del vino può essere di fantasia o richiamare una vigna, un luogo particolare. Tutela dell’ambiente. L’etichetta, in ossequio alle ultime disposizioni di legge in materia di rifiuti e di tutela dell’ambiente, deve riportare la scritta “non disperdere il vetro nell’ambiente”. Volume. Il volume del contenuto è espresso in misure di capacità (cl, l). Di solito 37,5 cl, 75cl o 15o cl. Una curiosità. Chi avesse qualche etichetta paricolarmente antica o pregiata, non la butti. Da qualche anno, un gruppo di collezionisti (Aicev-Associazione italiana collezionisti etichette del vino- tel.027532208), si contende e colleziona le etichette più rare di tutto il mondo.

Anicini

Archiviato in: Dizionario enogastronomico ligure — Tag:, — flavio @ 11:24

anicini.jpgGli anexin sono biscotti delicati al profumo di anice, dalla forma ovale caratteristica. Pur non essendo probabilmente originari della Liguria, sono qui molto diffusi e la pasticceria locale ne fa uno dei suoi punti di forza. Si possono anche preparare in casa.

Cosa offrire agli ospiti sia a casa che in ufficio

Archiviato in: Consiglio del Giorno — Tag:, , — flavio @ 11:21

Una visita mattutina, fino alle ore 11,00 , impone di offrire il caffè, possibilmente accompagnato da qualche biscotto secco. Dalle 14,00 alle 16,00 ancora caffè con biscotti, o magari con cioccolatini. Alle 17,00 sarebbe ideale offrire un tè, caldo o freddo a seconda delle stagioni, con biscotti, o salatini, oppure una fetta di torta senza creme. Solamente verso le 12,00, oppure dopo le 18,30 è corretto proporre un aperitivo (meglio se analcolico) con qualche salatino, olive e patatine. A qualsiasi ora del giorno, offrite pure bibite analcoliche o acqua minerale.

26 Maggio 2008

Amaretto e Amaro di Sassello

L’amau, tegnitelu cau” (L’amaro, tienitelo caro) recita un proverbio. L’Amaretto però è piuttosto dolce: un liquore (25°) a base di zucchero, aromi, caramello, alcol, la cui ricetta risale al 1850. L’Amaro ha gradazione alcolica più forte (30°) e si beve come digestivo.

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